Surroga Mutuo

Il funzionamento della surroga del mutuo

Quando si sceglie di aprire un mutuo  significa che siamo in procinto di assumerci un’ onore che perdurerà per un lungo periodo. Molti pensano erroneamente che il debito contratto sia legato a doppio filo alla banca o all’ente a cui abbiamo chiesto il prestito ma in realtà, esiste una cosa chiamata surroga del mutuo che permette di trasferire il proprio contratto ad un altro ente o istituto di credito, che magari, ha interessi più vantaggiosi.

Questo significa che è possibile passare in qualunque momento da un ente ad un altro senza spese aggiuntive o senza dover ricominciare da capo a pagare le rate. In Italia il funzionamento della surroga del mutuo a volte viene frainteso, vedremo quindi nei paragrafi successivi quali sono le sfumature di questa operazione e in quali modalità essa può essere richiesta.

Attualmente esistono due modalità con cui si può effettuare la surroga del mutuo: Bilaterale e Trilaterale. Nel primo caso – il più immediato e meno oneroso dei due per il privato cittadino – tutto ciò che serve sono gli interventi in atto della nuova Banca e del soggetto mutuatario. La surroga del mutuo bilaterale prevede quindi due operazioni di base:

  1. stipulazione del contratto di mutuo per surrogazione: è il nuovo contratto di mutuo, con tutte le condizioni determinate tra il Mutuatario e il nuovo Istituto di Credito,
  2. stipulazione dell’atto unilaterale di quietanza: è la dichiarazione della banca originaria che attesta l’avvenuta estinzione del mutuo per surrogazione con impegno a non cancellare l’ipoteca. È un atto autenticato dal Notaio che non richiede l’intervento del mutuatario ma solo della banca originaria.

Per quanto riguarda la surroga del mutuo Trilaterale invece entra in gioco, oltre a richiedente e nuovo istituto di credito, anche la Banca con cui è stato originariamente stipulato il contratto. L’operazione prevede la stipula di un atto notarile che contenga:

  1. il nuovo contratto di mutuo, con tutte le condizioni determinate tra il mutuatario e il nuovo Istituto di Credito,
  2. la quietanza di estinzione dell’originario residuo mutuo, rilasciata dalla banca uscente,
  3. l’impegno a non cancellare l’ipoteca originaria.
Santa Napolitani

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