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La lettera dell’ insegnante aggredito a Treviso

La vicenda dell’ insegnante aggredito a Treviso il 21 Dicembre scorso dai genitori di un alunno tredicenne, ha fatto il giro dei media insieme a tanti altri casi di aggressioni e colluttazioni nelle scuole italiane. Ma in questo caso particolare sembra che il destino abbia anche un amaro senso dell’umorismo, visto che il professore di matematica vittima della furia dei genitori dello studente, si è visto anche recapitare un procedimento disciplinare.

Questa beffa, come l’ha definita Giuseppe Falsone, l’ha convinto a scrivere direttamente al Ministro dell’ Istruzione Valeria Fedeli che riporteremo qui di seguito nella sua interezza: «Gentile Ministro, è ammissibile per buonsenso e messaggio educativo che un docente aggredito, ingiuriato, minacciato e abbandonato a se stesso debba anche difendersi dal fuoco amico? Mi chiedo come mai la parola di minorenni diseducati e le minacce di famiglie aggressive mettano in discussione la serietà di chi ogni giorno lavora per costruire conoscenza e competenza ma anche le donne e gli uomini di domani».

I punti evidenziati dall’insegnante aggredito a Treviso non possono essere certo contestati vista la situazione in cui si è ritrovato per non aver fatto nulla se non il suo dovere. La scuola ha giustificato il provvedimento disciplinare nei suoi confronti come un “atto dovuto” anche per sua tutela dopo l’esposto dei genitori dello studente.

È giusto quindi che l’unico ad essere punito per la vicenda sia l’insegnante che ha semplicemente applicato le regole dell’istituto in cui lavora? Quale messaggio viene trasmesso ai nostri figli da questa vicenda? L’autorità dei professori vale davvero così poco? E perché i genitori devono essere giustificati se ricorrono alla violenza e alle minacce?

La particella Xi, ecco la “colla” della materia

La fisica festeggia oggi quello che, a detta di molti, potrebbe essere un enorme traguardo: la scoperta della particella Xi che secondo quanto osservato dagli studiosi del Cern di Ginevra, sarebbe il collante che tiene unita la materia visibile. Se l’ipotesi fosse verificata dunque, saremmo davanti ad una delle più grandi scoperte scientifiche della storia e le implicazioni ad essa correlate sarebbero enormi. Ma vediamo nel dettaglio cosa hanno osservato gli scienziati durante gli esperimenti.

La particella Xi apparterrebbe alla famiglia dei barioni, la medesima a cui appartengono anche protoni e neutroni con la differenza, mai osservata prima, che possiede due quark pesanti invece che uno singolo come per i barioni fino ad ora conosciuti. Ciò la identificherebbe a tutti gli effetti come la “colla” che tiene unita la materia per come la conosciamo e aiuterebbe enormemente la comprensione di una delle 4 forze fondamentali della natura, cioè la forza forte.

L’affascinante scoperta, comunicata durante la conferenza della Società Europea di Fisica in corso a Venezia, è in attesa di pubblicazione sull’ autorevole rivista di settore Physical Review Letters ma i fisici di tutto il mondo sono già in fermento per le possibilità che essa potrebbe aprire. Il large hadron collider (LHC) ci ha regalato nuovamente affascinanti informazioni sull’ universo che ci circonda e siamo certi che non è finita qui.

“E’ la prima volta che si osserva una particella simile: un barione con due quark pesanti”, ha detto Donatella Lucchesi, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e dell’università di Padova e membro della collaborazione Lhcb. “Osservare una particella del genere – ha aggiunto – è stato possibile grazie alla grandissima quantità di dati che sta producendo l’acceleratore Lhc. Questo permette di raggiungere un obiettivo non facile, come è riuscire a riprodurre la materia in tutti i suoi stati possibili”.