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Archivio mensilenovembre 2018

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Guido Accordini ed i suoi vini

Quando la tradizione è profonda e radicata e sostenuta da idee innovative che ne esaltano il risultato, la qualità del prodotto finito è innegabile. Guido Accordini, proprietario delle cantine Igino Accordini nella Valpolicella, ci racconta come ha migliorato la propria azienda, portandola ad essere uno dei marchi di vini più apprezzati al mondo.

 

L’ idea di azienda di Guido Accordini

Prendere in mano un’ eredità così importante ed integrarla nella modernità per rimanere competitivi, non è certo cosa da poco. Guido Accordini è riuscito, grazie anche all’ aiuto e al sostegno dei propri familiari ed in particolare della moglie Liliana, in questa colossale impresa, conservando intatti tutti gli insegnamenti che i padre Igino gli ha tramandato.

Questo perché l’idea di Guido è sempre stata quella di non perdere mai di vista la qualità del prodotto, ma piuttosto di migliorarne il processo produttivo, modernizzandolo dove serviva ma conservandolo intatto nei suoi passaggi fondamentali.

 

I prodotti di Guido Accordini e delle sue cantine

Non si può non riconoscere la qualità nei prodotti che Guido Accordini riesce a creare utilizzando ricette di svariati decenni fa. I vini che produce sono riusciti a costruirsi una certa fama, soprattutto grazie ai ristoranti stellati che in tutto il mondo li servono a facoltosi clienti. Un valido esempio di ciò è il buonissimo Amarone Accordini, uno dei baluardi che ha reso grande quest’ azienda veneta.

Inutile dire che questo lavoro è frutto di impegno, passione ed amore per il vino, originatasi nel 1821, quando l’azienda poteva contare a malapena su 3 ettari di vigneti.

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Google versa al fisco 306 milioni di euro

Dopo l’accordo storico con Apple di qualche tempo fa che ha visto la società della mela debitrice verso il fisco italiano di ben 318 milioni di euro, ieri è toccato a Google, il più famoso fra i motori di ricerca, che ad oggi possiede diverse piattaforme fra cui YouTube. La compagnia multimilionaria ha dovuto versare all’economato del Belpaese 306 milioni di euro dando il là a quella che si preannuncia essere solo la prima fase della web tax.

Grazie ai successi con i due colossi dell’industria informatica più famosi al mondo, il fisco sta ora puntando i propri radar verso gli altri giganti del settore primi fra tutti Facebook, Amazon e Airbnb. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan lascia sotto intendere i piani del governo commentando la questione Google: “Avanti sulla web tax, pronti a misure nazionali ma il tema va affrontato a livello internazionale”.

I tre colossi sopra citati sarebbero infatti ritenuti responsabili di fare utili in Italia senza pagare tasse oppure pagandone una minima parte rispetto ai ricavi ottenuti. L’Agenzia delle Entrate infatti in una nota spiega: “L’Agenzia conferma il suo impegno nel perseguire una politica di controllo fiscale attenta alle operazioni in Italia delle multinazionali del web”.

L’idea è quella di portare la regolamentazione per la web tax a livello internazionale anche se molti dei Paesi del G7 hanno posizioni differenti in merito. Quello che è certo è che l’Italia spingerà perché vengano attuate normative internazionali atte a regolare i colossi dell’industria del web. Nel mentre, ribadisce Padoan: “bisogna riflettere su quello che si può fare a livello nazionale, Io sono disponibile a ragionare per arrivare a provvedimenti in questo senso che siano efficaci”.