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Archivio mensileagosto 2017

decreto pensioni d'oro

“Volete insabbiare il decreto sulle pensioni d’oro” Ecco l’accusa dei 5 stelle al PD.

Con settembre ormai alle porte stanno per ripartire anche i lavori della Politica ma le polemiche sono già cominciate. L’ accusa di voler insabbiare il decreto sulle pensioni d’oro bloccandolo al Senato dopo l’approvazione della Camera avvenuta nei mesi scorsi, è giunta stamani dal Movimento 5 Stelle nei confronti del PD. Vediamo come si è svolta la vicenda e quali sono stati i botta e risposta delle due fazioni interessate.

Il decreto sulle pensioni d’oro, che prevede la cancellazione della maggior parte dei vitalizi ad ex senatori e politici, è stato rimandato a Settembre come molti altri decreti per consentire un attento esame di tutti i suoi punti prima di deliberare. I membri del movimento grillino hanno letto questo posticipo sui lavori come un tentativo da parte del PD di insabbiare il decreto sulle pensioni d’oro facendolo cadere nel dimenticatoio.

Le accuse sono arrivate in particolare dai capigruppo M5S di Camera e Senato, Simone Valente ed Enrico Cappelletti che hanno detto: “”Il Pd getta la maschera: nessuna rinuncia al privilegio. La legge che taglia le pensioni privilegiate, come noi avevamo denunciato, sarà insabbiata al Senato, per stessa ammissione degli esponenti dem. Richetti e tutti i parlamentari democratici dovrebbero vergognarsi, perché continuano a prendere in giro i cittadini italiani”.

La replica del capogruppo PD al senato Luigi Zanda non si è fatta attendere: “Saranno calendarizzati alla ripresa, non c’è alcuna intenzione di insabbiare il testo ma di esaminarlo a fondo a partire dai profili di costituzionalità”.  Non ci resta dunque che attendere ancora qualche settimana per conoscere effettivamente il destino del decreto sulle pensioni d’oro che ancora fa discutere.

studente fuori sede

Quanto spende una famiglia per mantenere uno studente fuori sede?

Un recente sondaggio ha calcolato quanto spende una famiglia per mantenere uno studente fuori sede che frequenti l’ Università in una città differente da quella di residenza ed i risultati sono a dir poco allarmanti. Il calcolo, pur essendo comprensivo di tutto quindi: tasse scolastiche, libri, trasporti, affitti, spese alimentari eccetera, risulta davvero troppo oneroso per le famiglie a medio e basso reddito.

Stando alle stime di Federconsumatori la cifra si aggirerebbe sui 9.600 euro annui per mantenere uno studente fuori sede. Vi è un po’ di risparmio per chi sceglie di condividere la stanza con un coinquilino ma le cifre rimangono comunque intorno agli 8.000 euro. Questi scogli sono decisamente troppo elevati perché le famiglie meno abbienti possano sperare di garantire un futuro nell’ istruzione ai propri figli.

Come già asserito, nonostante le stime siano comprensive di tutte le spese, ciò che le fa lievitare è il prezzo degli affitti. Troppo elevati i costi delle stanze che, spesso non rispettano nemmeno gli standard minimi, con picchi da 4.300 euro annui al Nord, 4.794 al centro e 2.973 al sud per una stanza singola. Il costo delle stanze doppie invece diminuisce notevolmente  pur rimanendo a cifre davvero troppo onerose: 2.707 al nord, 3014 al centro e 1975 al sud.

Le famiglie si trovano così a dover fare i conti con queste problematiche per poter mantenere uno studente fuori sede e ci viene da chiederci se non sarebbe il caso di offrire costi agevolato per gli universitari che superano un tot di chilometraggio rispetto al loro domicilio. Insomma è decisamente il caso di intervenire con agevolazioni e modifiche così da garantire la pari opportunità di apprendimento a studendi di qualunque ceto sociale.